La Colonscopia: Quando richiederla

La colonscopia oggi è considerata l’indagine regina per la diagnosi delle malattie del colon e dell’ileo terminale.
Essa è sempre più richiesta e le liste di attesa si allungano in modo impressionante, nonostante le strutture del SSN aumentino continuamente l’offerta.
Un’analisi accurata del problema rivela che sia in Italia che all’estero molte di queste procedure sono richieste in modo inappropriato, cioè senza che ne derivi al paziente alcuna utilità. 
La colonscopia oggi è considerata l’indagine regina per la diagnosi delle malattie del colon e dell’ileo terminale.

 

Essa è sempre più richiesta e le liste di attesa si allungano in modo impressionante, nonostante le strutture del SSN aumentino continuamente l’offerta.
Un’analisi accurata del problema rivela che sia in Italia che all’estero molte di queste procedure sono richieste in modo inappropriato, cioè senza che ne derivi al paziente alcuna utilità.
Per ridurre l’attesa a chi ha una necessità reale di effettuare una colonscopia bisogna quindi rimeditare attentamente le corrette indicazioni per richiederla la prima volta ed ancor di più per quando ripeterla.
L’indicazione principale della colonscopia è la diagnosi del cancro colo-rettale, possibilmente in fase precoce, e la rimozione dei suoi precursori, i polipi.
Pertanto non dovrebbe essere richiesta con questo proposito prima dei 45-50 anni, fascia di età in cui il cancro colo-rettale comincia a manifestarsi, a meno che non vi siano i cosiddetti segni di allarme (sanguinamento rettale visibile, anemizzazione, masse addominali, forte dimagramento, febbre.

Richiedere una colonscopia, in un giovane, magari donna, con dolori addominali e/o diarrea è di scarsa utilità, a meno che non si abbiano esami ematici fortemente indicativi per una malattia di Crohn, come PCR, leucocitosi, calprotectina fecale molto elevate.

Dai 50 anni in poi una colonscopia andrebbe sempre effettuata, anche in buona salute, in quanto essa rappresenta un ottima prevenzione al cancro colo-rettale, nettamente superiore per sensibilità e specificità al sangue occulto fecale.
Se la colonscopia è stata eseguita correttamente e non ha evidenziato lesioni, andrebbe poi ripetuta ogni 5> max 10 anni fino a 75 anni.

Dopo i 75 la colonscopia dovrà essere eseguita solo se comparissero i segnali di allarme.
Fra questi non è inclusa la stipsi, anche se di recente insorgenza ma non accompagnata dai segnali di allarme.
Sono infatti numerosissime le cause non tumorali di stipsi sia nei giovani che nei vecchi, per cui una colonscopia risulterebbe quasi sempre normale.
Anche il controllo della diverticolosi con la colonscopia non è di alcuna utilità, anzi rende la procedura molto più pericolosa della media.

Un eccesso di richieste di colonscopie avviene poi nell’intento di controllare l’eventuale ricrescita dei polipi in soggetti che già hanno effettuato la procedura con polipectomia.
In un referto di colonscopia correttamente compilato l’esaminatore dovrebbe sempre specificare quando ripetere l’esame, in funzione della diagnosi.
Nel caso di polipi, soprattutto se pochi, piccoli e correttamente asportati, la colonscopia può essere ripetuta tranquillamente ogni 5 anni e non più effettuata dopo i 75, a meno che non compaiano i segni di allarme suddetti (Maratt JK & al. When and How to Stop Surveillance Colonoscopy in Older Adults. American J Gastroenterology 2018; 113: 1-5.).

colonscopia

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