Parliamo di epatite C

Epatite C epidemiologiaEpidemiologia

L’Epatite C è un’emergenza sanitaria globale: i pazienti nel mondo sono oltre 180 milioni.
L’Italia si colloca al primo posto in Europa per numero di persone positive al virus dell’Epatite C con più di un milione e mezzo di pazienti, 1.000 nuovi casi e 20.000 decessi ogni anno.
L'epatite C è una malattia infettiva causata dal virus HCV (o virus dell'epatite C).

Trasmissione
Il virus C si trasmette mediante contatto diretto con sangue infetto o scambio di siringhe tra tossicodipendenti. In passato, prima del 1992, l’infezione passava anche attraverso le trasfusioni non controllate; questa eventualità è oggi scongiurata grazie ad un attento controllo dei donatori di sangue. Il contagio sessuale è raro ma possibile. Il rischio di trasmissione da madre a figlio (verticale) durante la gravidanza o il parto è basso, stimabile nell'ordine del 5%; esso aumenta se la partoriente è infetta anche dal virus HIV ed ha una viremia (cioè una concentrazione del virus nel sangue) elevata. Sporadici, ma non impossibili, sono infine i casi d’infezione da utilizzo di strumenti non sterili (per tatuaggi - piercing - agopuntura ecc.), da uso promiscuo di rasoi, spazzolini da denti e forbicine, oppure, soprattutto in ambito lavorativo, da ferite accidentali con aghi contaminati. L'epatite C non può essere contratta attraverso cibi e bevande.

Sintomi e storia naturale
La maggior parte degli infetti non lamenta sintomi particolari. La malattia può essere diagnosticata anche a distanza di molti anni dall'infezione; solo in una minoranza di casi essa esordisce con i sintomi gravi di epatite acuta. Per il virus dell’epatite C non esiste un vaccino in grado di prevenire il contagio (un vaccino è invece disponibile per l'epatite A e la B).
In assenza di cura, la maggior parte delle infezioni da epatite C diventa cronica, arrecando nel tempo un danno al fegato fino alla cirrosi e/o all’epatocarcinoma.
Solo una minoranza di pazienti affetti da epatite C riesce a guarire senza farmaci, la maggior parte (più di 8 su 10 infetti) svilupperà un'infezione cronica. Tra questi individui, circa il 30% svilupperà, dopo 10-30 anni la cirrosi epatica e con il tempo l'insufficienza epatica e/o il tumore al fegato.
L'epatite C aumenta anche il rischio che alcune cellule del sistema linfatico si trasformino in linfomi.

Diagnosi
Per la diagnosi di epatite C bastano alcuni esami del sangue che permettono di stabilire se si ha il virus dell’epatite C, misurare la quantità del virus (carica virale), valutare la genetica del virus (genotipizzazione), dati che aiutano a stabilire le scelte di trattamento.
Un’ecografia del fegato può valutare indirettamente la gravità della malattia ed eventuali altre patologie del fegato e delle vie biliari. Una biopsia epatica può aiutare a determinare lo stadio della malattia e guidare le decisioni concernenti il trattamento da seguire. Ultimamente questa tecnica è stata affiancata ed in parte rimpiazzata da tecniche non invasive, di tipo elastometrico (Fibroscan e ARFI), che valutano la fibrosi del fegato con apparecchi ecografici speciali.

Terapia tradizionale
I pazienti affetti da epatite C dovranno seguire alcune norme dietetico-comportamentali quali evitare alcolici e medicinali che possono “affaticare” il fegato (ad esempio antiinfiammatori non steroidei).
Il trattamento tradizionale utilizzato per l’epatite C è costituito da una combinazione di interferone peghilato e ribavirina. Questo tipo di trattamento in genere elimina il virus dal sangue nel 40-80% dei casi di epatite C (secondo il genotipo). I pazienti più giovani, con malattia epatica lieve e un minor numero di particelle virali, di solito rispondono meglio alla terapia con interferone e ribavirina.
Tale terapia che a seconda del tipo di virus e della risposta più o meno rapida, può durare anche 48-72 settimane, non è scevra da importanti effetti collaterali quali disturbi del sonno, febbre, dolori muscolari, affaticamento, depressione, diminuzione dei globuli rossi (anemia), eruzioni cutanee, prurito e tosse. Tali effetti collaterali sono generalmente prevalenti durante le prime settimane di trattamento e diventano meno intensi nel tempo.
Durante il ciclo di trattamento dovranno essere spesso eseguiti esami del sangue per monitorare l’entità degli effetti collaterali e l’eventuale indicazione a sospendere la terapia stessa.
L’obiettivo del trattamento è di ridurre la quantità di virus nel sangue a livelli che non possano più essere rilevati dopo 24 settimane dal termine della terapia. Se comunque tale risultato non è raggiunto al terzo mese di terapia, questa si sospende per inefficacia.
Dopo il trattamento, se il virus rimane ancora non rilevabile per i successivi 6 mesi, si dice che è stata ottenuta una risposta virologica sostenuta (SVR) e sostanzialmente si hanno ottime possibilità di evitare ricadute e gravi problemi al fegato in futuro.


Recentissime sono le nuove terapie orali per l’Epatite C presentate agli ultimi congressi mondiali di epatologia.
I vantaggi delle nuove terapie orali sono rappresentati dalla durata della terapia, che si riduce a 3 mesi contro i 6-12 mesi dei trattamenti attuali, l’efficacia nell’eliminazione del virus che sfiora il 100% dei casi, la semplicità dell’assunzione per bocca (e non iniettiva) e soprattutto l’assenza di importanti effetti indesiderati. In alcuni casi l’impiego di questi farmaci deve essere affiancato all’interferone, per un periodo al massimo pari a 12 settimane (ben poca cosa in confronto alle 48 settimane dei trattamenti tradizionali).
Sono stati recentemente immessi in commercio Sofosbuvir, Simeprevir, Dasabuvir e Ombitasvir, Daclatasvir, Ledipasvir ed altri ne arriveranno nei prossimi mesi. Essi sono farmaci rivoluzionari, perché molti pazienti che non possono, per vari motivi, ricevere terapie a base di interferone, avranno la possibilità concreta di guarire.
A causa dell’alto costo di queste terapie esse sono state riservate per adesso ai pazienti con malattia più avanzata, cioè prossima alla cirrosi, o a circostanze particolari come la coesistenza di altre malattie legate al virus dell’epatite C, o anche prima o dopo un trapianto di fegato.

Tags: epatite C

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