I Disturbi Funzionali Gastrointestinali (FGID)

 Cosa sono?
Con questa denominazione si comprendono tutte quelle condizioni in cui le normali funzioni motorie e la sensibilità dell’innervazione dell’apparato digerente sono alterate, ma alla cui origine non si riesce ad evidenziare una causa organica.
Queste alterazioni funzionali possono affliggere ogni tratto dell’apparato digerente, esofago, stomaco, intestino tenue e colon.
Hanno decorsi molto lunghi e variabili, sono caratterizzate da sintomi imprevedibili e hanno effetti fortemente debilitanti sulla qualità della vita di chi ne soffre.

 

prof calettii

Quante sono le persone che ne soffrono?

Dalla letteratura scientifica si evince che il 15-20% della popolazione dei paesi occidentali ne sia affetto, anche se i FGID sono diffusi in tutti i continenti.
Le donne sono più colpite degli uomini (2:1) mentre tutte le fasce di età ne possono soffrire, ivi compresi i bambini a partire dall’età scolare.

Anche se i FGID non sono associati in alcun modo a deterioramento del corpo o ad un accorciamento della vita, essi determinano un notevole peggioramento della qualità stessa della vita, con ricorso sempre più frequente a visite mediche, test diagnostici, farmaci di ogni tipo e talvolta anche ad inutili se non peggiorativi interventi chirurgici.
I FGID sono la seconda causa di assenteismo dal lavoro subito dopo l’influenza.

E’ quindi comprensibile come essi determinino un sovraccarico economico al paese, non sostenibile da nessun SSN.

 

FGID 2Come si diagnosticano?
Nessuna anomalia strutturale è presente nei test diagnostici di routine; gli esami di laboratorio e radiologici ed endoscopici sono nella norma.
La diagnosi è come si suole dire di “esclusione”.
Essa si basa su di una attenta valutazione dei sintomi soggettivi ed obiettivi, dopo aver escluso patologie organiche attraverso gli esami laboratoristico strumentali.


Quali sono le loro manifestazioni cliniche?

FGID 3

• Pirosi o bruciori retrosternali resistenti ai tutti i comuni farmaci antisecretivi (PPI).
• Dolore toracico retrosternale non dovuto a problemi cardiaci.
• Gastroparesi, cioè rallentato svuotamento gastrico (esclusa la forma diabetica).
• Disfagia o deglutizione difficoltosa, sia a livello della gola che del torace.
• Dispepsia o digestione lenta e difficile (nausea, eruttazioni, cefalea post prandiale, dolore addominale).
• Sindrome del vomito ciclico, ovvero episodi ricorrenti e debilitanti di intensa nausea e vomito della durata di molte ore, o giorni.
• Dolore addominale, continuo o ricorrente con frequenza.
• Sindrome dell’Intestino irritabile: dolore addominale con marcato gonfiore e turbe dello svuotamento intestinale quali la stitichezza e la diarrea cronica.

Come si curano?
I vari tentativi terapeutici da parte dei medici di famiglia o degli specialisti non addentro a queste problematiche specifiche sono quasi sempre coronati da insuccesso. Infatti non esiste una terapia standardizzata per questi disturbi, ma il medico specialista in questo settore confezionerà uno schema terapeutico “personalizzato” che comprenderà una dieta qualitativa (cioè escludente i cibi che possono scatenare e/o mantenere i sintomi), farmaci che agiscono a livello del lume del tubo digerente, farmaci che agiscono a livello della muscolatura del tubo digerente, farmaci che agiscono a livello del sistema nervoso enterico periferico e per ultimi farmaci che agiscono a livello del sistema nervoso centrale.
Infine consigli pratici di vita per combattere stitichezza, diarrea, nausea e vomito, nonchè creare empatia con il paziente convincendolo che i disturbi per quanto sgradevoli ed invalidanti non compromettono in alcun modo la sua salute.

A cura del Prof. Giancarlo Caletti, Direttore della 2a Unità Operativa Complessa di Gastroenterologia dell’Università di Bologna presso l’ospedale di Imola. Socio dell’International Foundation for Functional Gastrointestinal Disorders (IFFGD), Milwaukee, USA.

Per una visita specialistica visita la pagina:  Progetto I disturbi funzionali gastrointestinali

Tags: gonfiore addominale, colon irritabile, nausea, digestione difficile, vomito

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